La nascita della grafica moderna italiana si deve fondamentalmente a Boggeri, il quale, dopo aver approfondito le sue conoscenze nel fotomontaggio con l’esperienza acquisita presso la stamperia Alfieri & Lacroix, e prendendo come punto di riferimento i modelli offerti dal Bauhaus, nel 1933 aprì a Milano lo studio omonimo.

Lo Studio Boggeri fin dall’inizio collaborò con grafici che erano (o sarebbero diventati) professionisti di fama internazionale.

Lo studio Boggeri fu tra i primi in Italia a fornire un servizio completo di comunicazione per grandi aziende (come l’Olivetti) inclusa la sua progettazione. Ebbe il suo periodo di massimo splendore tra la fine degli anni cinquanta e l’inizio anni sessanta. Tra i clienti figurarono aziende come Olivetti, Roche, Glaxo, Dalmine, Pirelli.

Antonio Boggeri fu invitato dall’Alliance Graphique Internationale alle rassegne di Parigi (1951), Londra (1956), Losanna (1957) e Milano (1961). Nel 1957 ricevette la Medaglia d’oro della Triennale, nel 1967 fu insignito del premio “Vita di pubblicitario”, e nel 1970 fu nominato membro onorario dell’ADCI|Art Directors Club di Milano.
Fu attivo presso lo studio da lui fondato fino al 1973. Negli ultimi anni Antonio Boggeri fu affiancato, nel lavoro dello Studio, da Bruno Monguzzi, che ne aveva sposato la figlia Anna.

Noto soprattutto per aver fondato uno dei più importanti studi di grafica italiani (lo Studio Boggeri), fu tra i primi ad applicare la fotografia nella grafica pubblicitaria traendo ispirazione dall’avanguardia di Man Ray e László Moholy-Nagy.

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